La traduzione: istruzioni d’uso

11 Marzo 2013
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A un occhio inesperto il saper tradurre può sembrare una cosa da niente, abbordabile da chiunque conosca abbastanza bene una lingua straniera e abbia la pazienza di cimentarsi nella trasposizione del testo da una lingua all’altra. Apparentemente, poche sono le cose che si richiedono a un aspirante traduttore: precisione e accuratezza, conoscenza della lingua in traduzione, buon uso del computer e di internet sembrano infatti bastare ad assolvere il compito. Tuttavia, addentrandosi un pochino di più nel mondo della traduzione, appare subito evidente come queste concezioni non siano altro che miti e leggende sulla professione dei traduttori, perché, bene o male, tutti sono convinti che tradurre sia un po’ come montare un mobile Ikea. L’azienda svedese, infatti, ha sfatato l’idea che la manodopera di manovali e montatori fosse una prerogativa di pochi eletti, consegnando nelle mani di ciascun cliente la capacità di tirare su mobili e altre componenti d’arredo.

Vero è che, per lo più, tutti sono in grado di montare un mobile Ikea seguendo le istruzioni di montaggio, ma è altrettanto vero che, dopo aver montato un primo mobile, montarne altri dello stesso tipo risulta sempre più rapido e più semplice. Questo perché si sono messe in pratica le istruzioni e si ha di fronte il prodotto finito nella sua interezza che ci consente di visualizzare il ruolo di ciascun componente e comprenderne meglio tutte le angolazioni possibili. Come per il montaggio, anche nella traduzione l’esperienza facilita nettamente il compito da svolgere.

Tuttavia, anche dopo aver montato un numero considerevole di mobili e aver quindi acquisito padronanza nel montaggio, ci si rende presto conto della maestria dei montatori professionisti e della loro cura nel costruire mobili realizzati con materiali di qualità. Sì, perché dopo un certo numero di montaggi appare evidente come la vera differenza (di prezzo) stia non nel servizio di montaggio quanto nella qualità dei materiali utilizzati. Lo stesso accade nel mondo della traduzione; chiunque può infatti improvvisarsi traduttore e iniziare a tradurre nelle lingue di sua conoscenza. Chiaramente, però, un professionista avrà dalla sua parte una notevole esperienza e competenza a cui un traduttore alle prime armi non sarà mai in grado di tener testa, il che gli impedirà di garantire la stessa qualità del materiale (tradotto). Inoltre, come si è visto in precedenza, tradurre è di suo un’attività estremamente complessa e ben più difficile del montaggio di un mobile, dal momento che al traduttore viene inderogabilmente richiesta una certa dose di esperienza pregressa per poter trasportare il testo originale nella lingua di destinazione mantenendo  intatti registro linguistico e contenuti, adattando l’intraducibile e cercando di comunicare il più efficacemente possibile.

Ma come si fa a diventare un buon traduttore? Pur se le istruzioni per il traduttore sono poche, è il loro rispetto e l’esperienza che ne deriva a rendere ogni aspirante traduttore un buon professionista. Chi desidera passare dalla “traduzione fai da te” al mondo della traduzione professionale dovrà infatti tenere a mente alcune semplici regole:

1) Controllare che “tutti i pezzi” siano al loro posto

Dando per scontato che chi decide di tradurre conosca alla perfezione sia la lingua d’origine che quella di destinazione, prima si mettersi a tradurre è buona norma verificare di disporre di tutti gli “strumenti del traduttore” quali, ad esempio: programma di scrittura tipo Word o affini open source, connessione a internet, iscrizione a dizionari online – generici e di settore – e database terminologici multilingua specifici per settore (tipo eurlex). Per esperienza consigliamo di svolgere la traduzione con un software di scrittura a pagamento dato che le funzionalità e le opzioni disponibili in quelli scaricabili gratuitamente risultano pressoché ridotte con conseguente limitazione della resa del layout del testo tradotto. Per garantire il pieno rispetto di formattazione e layout, inoltre, non guasterebbe aggiungere ai semplici programmi di scrittura anche qualche CAT tool a licenza gratuita (tipo Wordfast) in cui man mano impratichirsi.

2) Mettere tutti i pezzi nel giusto ordine

Esattamente come accade durante il montaggio di un mobile Ikea, prima di iniziare a tradurre sarà necessario avere una visione d’insieme del progetto di traduzione. Bisognerà quindi disporre di una stima delle parole/cartelle da tradurre e suddividere tutti i documenti di ciascun progetto di traduzione in base alla data di scadenza fissata per ciascuno di essi in modo da rendere agevole la lavorazione e garantire il rispetto dei tempi di riconsegna degli elaborati tradotti. Avere a disposizione un CAT tool può rendere tutto questo processo molto più semplice e più rapido dal momento che una delle funzioni più interessanti di questo tipo di programma sta proprio nell’analisi terminologica dei documenti e nella successiva creazione di memorie di traduzione che, oltre a scandire in modo realistico la vostra giornata lavorativa, vi aiuteranno a mantenere la consistency in tutto il testo da tradurre, evitando così lo spiacevole effetto di “doppia traduzione” per singole parole dovuto a ritardi nella riconsegna e alla conseguente impossibilità di controllare tutti i termini tecnici del caso. Volendo riportare il tutto a livello di “montaggio fai da te”, il CAT tool serve a evitare di avere un mobile montato male e doverlo quindi buttare (il che comporterebbe la fine immediata della vostra carriera di traduttore).

3) Attenzione ai dettagli

Prestate una notevole cura quando traducete e cercate di essere sempre certi dell’accuratezza della vostra traduzione; come nel mobile Ikea è infatti necessario montare tutte le parti in modo opportuno, evitando di “prendere fischi per fiaschi” con gli insidiosi false friends che spesso rischiano di compromettere anche le migliori traduzioni. Controllate sempre tutti i termini di settore sui database elettronici multilingua messi a disposizione dall’Unione Europea e – se ciò non bastasse – confrontate sempre i risultati che avete ottenuto dai vari dizionari con delle ricerche incrociate su Google e Wikipedia; provate innanzitutto a vedere su Google se esistono dei riscontri per il termine del testo source in associazione con la vostra traduzione “rough”, consultate quindi tutti i link che il motore di ricerca vi mette a disposizione e verificate su Wikipedia la corrispondenza – tra una versione linguista e un’altra – del termine tecnico in questione. Se non siete ancora soddisfatti delle traduzioni possibili potete affidarvi a dei glossari tecnici multilingua che si trovano facilmente online (Google Books fornisce un ottimo strumento di ricerca a tal proposito) o chiedere a qualche collega che ne sa più di voi. Come sempre, del resto, l’unione fa la forza!

4) Non fate avanzare alcun pezzo

Dopo aver concluso la vostra traduzione, chiudete il documento e lasciatelo lì per qualche ora a “riposare”. Riapritelo quindi per effettuare un controllo ortografico con l’omonimo strumento di Word e/o tramite relativa funzione disponibile sui diversi CAT tool e salvate la nuova versione come file revisionato. Una volta completata questa fase stampate sia il documento originale che quello tradotto e passate allo scandaglio il layout e la formattazione, quindi rileggete interamente i contenuti del testo tradotto accertandovi che nulla sia stato tralasciato. Se ciò non fosse possibile, aprite i documenti in due finestre affiancate e eseguite la stessa procedura a video al fine di garantire che il testo tradotto sia 100% conforme a quello di partenza. Perché, in fondo, anche nella traduzione è importante non far avanzare pezzi o viti: tutto deve andare al suo posto!

5) Qualità del materiale (tradotto)

L’accuratezza è la base della qualità della traduzione. Anche se siete degli ottimi montatori la qualità dei mobili dipende dal materiale con cui viene realizzata. Allo stesso modo ogni traduttore dovrebbe possedere un grado di conoscenza specifico nel settore in cui opera tale da potergli permettere di gestire qualsiasi tipo di progetto in quel settore e garantire la massima qualità dei testi tradotti per accuratezza della traduzione, consistency terminologica, rispetto dello stile e del registro linguistico del documento source. Perciò se non avete nemmeno un briciolo di esperienza in un determinato settore (es. legale) cercate l’aiuto di un collega più esperto o declinate momentaneamente l’offerta di lavoro; è meglio  una gallina domani che un uovo (marcio) oggi!

Infine, dopo tanta elucubrazione, ci sembra giusto notare che le istruzioni Ikea, essendo interamente visive, sono le uniche al mondo che non hanno bisogno di traduzione!

silvia

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