Lingue difficili: il russo

19 Dicembre 2012
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Parlando di lingue difficili è facile immaginarsi lingue asiatiche o antiche, che utilizzano sistemi di scrittura arcaici o, peggio ancora, astrusi e indecifrabili. A differenza dei geroglifici egiziani e degli ideogrammi del cinese e del giapponese, che in qualche modo dobbiamo imparare “da zero”, alcune lingue possono risultare più difficili quanto più simile è il loro sistema di scrittura utilizzato. Il russo rientra perfettamente in questo caso. Va subito detto che questa lingua slava può risultare “ostica” ai più in quanto lontana sia dal ceppo romanzo a cui appartiene anche l’italiano (es. spagnolo, francese) sia da quello germanico, che impariamo sin da piccoli a conoscere per via dell’uso frequente di inglese e tedesco. Come se ciò non bastasse, il russo viene scritto con l’alfabeto cirillico, un sistema di scrittura simile al nostro ma con notevoli distinzioni e varianti.

A prima vista il cirillico può risultare fuorviante e caotico; essendo un alfabeto, questo sistema di scrittura trascrive normalmente tutti i suoi della lingua rappresentata ma utilizza forme grafiche per lo più simili a quelle del nostro alfabeto latino. Non a caso, infatti, sia il cirillico che l’alfabeto latino hanno avuto origine da un “sistema di scrittura madre”, ossia l’alfabeto greco. Parlando del processo che ha sotteso la creazione della scrittura, avevamo infatti visto come i greci siano stati a tutti gli effetti gli artefici della scrittura moderna, frutto di un’attenta analisi della lingua propria e altrui. Dal loro sistema di scrittura, quindi, sono derivati il nostro alfabeto, prima, e quello cirillico, poi. Le differenze, come mostra l’immagine qui di seguito, sono notevoli.

La grafia di alcune lettere dell’alfabeto cirillico appare subito evidente. Si riconosco le somiglianze con le nostre lettere A, B, E, K, M, H, O, P, C, T, Y, X ed R, anche se l’ultima lettera appare rovesciata in cirillico. Tuttavia, le analogie grafiche non hanno nulla a che vedere con l’uso delle rispettive lettere in russo, dal momento che trascrivono suoni a volte simili, a volte completamente diversi rispetto al nostro sistema di scrittura. Tra quelle elencate, infatti, soltanto le lettere A, E e T hanno una piena corrispondenza con il nostro alfabeto. Tutte le altre, pur se di forma simile, trascrivono suoni completamente diversi da quelli a cui siamo abituati ad associare alle rispettive grafie. La lettera B, ad esempio, corrisponde al suono /v/, mentre la P trascrive il suono /r/. Quella che potremmo definire una comune C non è altro che la lettera per trascrivere la s sibilante che troviamo ad esempio nella doppia s della parola “sasso”. La s di “rosa”, invece, non verrà scritta con la stessa lettera ma con З. Analogamente, anche le altre lettere che sembrano simili a quelle del nostro alfabeto vengono utilizzate invece per trascrivere suoni diversi dai nostri. La tabella di seguito vi darà un’idea di come il cirillico possa rappresentare graficamente i suoni del russo (e di altre lingue slave).

 

Uno dei problemi che derivano dall’alfabeto sta nel fatto che le regole di scrittura non corrispondono esattamente a quelle che utilizziamo in italiano. Innanzitutto, dopo aver imparato a riconoscere immediatamente ogni segno dell’alfabeto cirillico dovremo riuscire a pronunciare correttamente tutti i suoni che questo sistema trascrive. Un esempio l’abbiamo già visto nella distinzione tra la s sorda e quella sonora (simile alla z). Altri e più complessi esempi si riscontrano in grandi quantità in russo. La tabella sopra riportata, infatti, mostra come il cirillico abbia dei segni per trascrivere delle combinazioni di consonanti e di vocali: X corrisponde al suono k+h, mentre Щ trascrive la combinazione sc + c. Questi suoni, così difficili da pronunciare, non fanno parte della nostra lingua ed è per questo motivo che nessuno ha mai sentito la necessità di avere una lettera specifica per quel suono. E, badate bene, ogni lettera trascrive un singolo suono esattamente come in italiano; questo significa che la lettera Щ non corrisponde realmente a più “lettere” dell’alfabeto latino ma a un unico suono. È un po’ quello che succede con la parola italiana “gnomo”, pur se con procedimento al contrario: mentre noi aggiungiamo la g a n per trascrivere il suono ɲ, i russi hanno costruito una lettera apposita per quel suono, essendo questo molto frequente a differenza del nostro “gn”.

Un altro aspetto che va tenuto in considerazione quando si impara il russo è la presenza di semivocali. Queste lettere, infatti, creano una vera e propria distinzione semantica rispetto alle vocali da cui derivano. Volendo fare un esempio, questa distinzione grafica rispecchia un po’ la differenza che esiste in italiano tra la i di Imola e quella di Jesi. Mentre nella prima parola la I è una vocale piena, nella seconda la i serve solo “da appoggio” alla e successiva; per questo motivo, anche in italiano, abbiamo distinto le lettere per rappresentare suoni diversi. In russo questi esempi ricadono  nelle ultime tre lettere riportate in tabella. Fate attenzione quindi, quando trascrivete una parola o un nome, a “beccare” la lettera giusta. L’importante è aver chiara in testa la distinzione tra le pronunce delle vocali e delle semivocali in modo da poter trascrivere il più accuratamente possibile i rispettivi suoni con le lettere appropriate. Molte sono infatti le problematiche che si verificano quando qualche russo richiede il rilascio di documenti in Italia: anche gli ufficiali dell’anagrafe possono sbagliare la trascrizione del nome proprio di persona o della città di nascita del richiedente, il che può causare non pochi problemi se i documenti rilasciati in Italia vengono poi messi a confronto con i passaporti rilasciati dal paese natio.

Ultimo ma non meno importante, un altro problema legato alla scrittura in russo è il modo in cui si “abbinano” le lettere per costruire suoni articolati. Un esempio su tutti è costituito dal caso della Ь, chiamata мягкий знак (mjagkij znak), che viene impiegata per lenire (o addolcire) determinati suoni. La problematica risulta ampiamente complessa e rimandiamo alla relativa pagina di Wikipedia per una piena comprensione dell’utilizzo e degli effetti della mjagkij znak. In breve, possiamo comunque dire che la lettera viene scritta dopo quella che ne subisce gli effetti. Volendo fare un paragone con l’italiano, è un po’ quello che è successo nel passaggio dal latino “folium” all’italiano “foglio”; mentre in latino la L era piena e “dura”, in italiano il suono si è addolcito e abbiamo aggiunto una g alla l per pronunciarla più dolcemente. Provate a dire ad alta voce le due parole tenendovi la gola tra indice e pollice: sentirete immediatamente la differenza.

Una volta imparato a “leggere e scrivere” correttamente in russo, i problemi con la lingua sono praticamente finiti, o quasi. Chiaramente, essendo una lingua slava, il lessico è profondamente diverso dal nostro e le affinità linguistico-sintattiche sono comunque poche. Va detto fin da subito che, similmente al tedesco e ad altre lingue germaniche, anche il russo ha mantenuto i casi di declinazione. Il russo possiede 3 generi (maschile, femminile e neutro) e 2 numeri (singolare e plurale). Tuttavia, la differenza maggiore del russo dalle lingue germaniche appare subito evidente: il russo possiede 6 casi e, come il tedesco, contempla nominativo, genitivo, accusativo e dativo, a cui si aggiungono anche lo strumentale (con chi? con che cosa?) e il prepositivo (riguardo cosa?).

Al di là dei diversi tipi verbali (ben più numerosi dei nostri “are, ere, ire”) il verbo risulta invece per lo più simile all’italiano da un punto di vista della coniugazione, dato che subisce infatti la coniugazione in cinque modi: indicativo e imperativo, infinito, participio e gerundio; tre tempi: passato, presente e futuro. Le uniche distinzioni sono rappresentante dalla presenza di due aspetti verbali, imperfettivo e perfettivo e dal fatto che, pur esistendo il condizionale, questo è stato sviluppato dalla lingua solo come forma verbale perifrastica, ossia costruita da un insieme di parti del discorso (generalmente due verbi messi insieme).

Se riuscite a sostenere un sistema di scrittura simile al vostro ma completamente diverso, avete buona dimestichezza con i suoni e siete curiosi di conoscere una cultura lontana dalla vostra, forse il russo può rappresentare una sfida non impossibile per voi e rivelarsi col tempo una lingua estremamente affascinante e ricca di storia e tradizioni. Lo stesso sistema di scrittura, una volta compreso, vi incanterà con le sue grafie rotondeggianti e i suoni intensi e corposi.

silvia

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